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Caligola

Il cous cous trapanese, una prelibatezza a base di pesce 

  • Cucina e storia
cous cous

Quali sono le origini del cous cous trapanese a base di pesce? Nonostante il nome possa far pensare ai territori appartenenti al Nordafrica, il piatto possiede delle solidissime radici culinarie in Sicilia, nella provincia di Trapani. 

E proprio questa città ha un ruolo cardine all’interno della sua storia. Non sappiamo con certezza se effettivamente il culto trapanese per il piatto possa essere ricollegato direttamente alla dominazione araba o se al contrario sia il frutto di scambi culturali avvenuti in seguito. Una cosa però è certa: oggi il cous cous di pesce è un piatto tipico del territorio, apprezzato e amatissimo da siciliani e non solo. 

La pietanza è frutto di un’attenta e specifica preparazione, attraverso doppia pentola chiamata cuscussiera, capace di preservare la precisa consistenza senza grumi. Uno dei procedimenti fondamentali per la realizzazione del piatto sta appunto nel passaggio ripetuto dei grani al vapore poco prima di essere insaporiti con il brodo. Nel caso del piatto tipico della provincia di Trapani si tratta di un brodo di pesce. 

La storia del cous cous in Sicilia

La storia millenaria del cous cous sembra risalire addirittura al Re Salomone, circa nel 950 a.C; sembrerebbe che lo stesso sovrano amasse cibarsene per sopperire alle pene d’amore inflittegli dalla Regina di Saba. 

Non sappiamo quali siano le effettive origini della pietanza, tuttavia sappiamo che esiste un forte legame con la cultura del Marocco, Tunisia e dell’Algeria. E proprio in queste località che il cous cous veniva consumato abitualmente, specialmente per cena. Veniva infatti posto in un piatto da portata al centro della tavola; in questo modo ogni commensale avrebbe potuto riempiere il proprio piatto utilizzando direttamente le mani. 

Un’altra ipotesi sull’origine della pietanza vuole come protagonisti i lavoratori trapanesi, che in seguito al contatto con le coste tunisine si sarebbero appropriati di certe usanze e ricette particolari, tra cui quella del cous cous. Oggi è un piatto emblema della cucina siciliana e in particolar modo di Trapani. Non a caso è nato proprio a San Vito Lo Capo il “Cous Cous Festival”, un evento che permette di degustarne diverse varianti.

Un piatto di origine nordafricana

Qualora volessimo individuare le differenze tra il cous cous trapanese e quello tipico del Nordafrica, potremmo affermare con certezza che molte di queste riguardano il passaggio relativo alla cottura. Il cous cous siciliano viene cotto al vapore, in un preciso recipiente preferibilmente in terracotta composto da due scomparti, uno per il brodo e l’altro per la semola.

Gli ingredienti che lo rendono una pietanza così particolare e gustosa sono la polpa di pomodoro, l’alloro, il pesce, delle spezie, come la paprica e lo zafferano. Insomma il cous cous ha tutte le carte in regola per essere definito una tra le prelibatezze più rappresentative della storia della cucina siciliana; per molti è tra l’altro ritenuto un discendente di ciò che definiamo tutt’oggi finger food poiché proprio gli Arabi lo consumavano con le mani formando delle palline tra le dita.

Nell’africa nord occidentale si accompagna a verdure, carne di montone o agnello e del brodo. Si aggiunge una particolare salsa piccante chiamata harissa, che ha come ingredienti principali il peperoncino, l’aglio e l’olio

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