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Il Cerasuolo di Vittoria, unico Docg siciliano

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Uno tra i più celebri vini siciliani è senza alcun dubbio il Cerasuolo di Vittoria, che detiene ancora oggi il primato come unico Docg siciliano.

Frutto dell’incontro tra due vitigni locali di bacca rossa, il Frappato e il Nero D’Avola, il Cerasuolo di Vittoria presenta peculiarità che lo rendono un vino unico, corposo ed estremamente fresco. Riconosciuto come una vera e propria perla vinicola del territorio siciliano, la sua produzione è collocabile nei territori che comprendono le province di Caltanissetta, Catania e Ragusa.

Qui nasce un rosso dal sapore estremamente fruttato che spicca per la sua succosità e le inconfondibili note sensoriali di cuoio, cioccolato, tabacco e prugna secca. Sin dal primo assaggio sono facilmente riconoscibili i profili aromatici tipici del mediterraneo come ad esempio le erbe di campo, le bacche selvatiche, i fiori rossi e le ciliegie.

La collocazione geografica e il clima

Il Cerasuolo di Vittoria DOCG è coltivato in un territorio a carattere calcareo anche se viene riscontrata la presenza di aree sabbiose e argilloso-sabbiose. Per quanto concerne il clima, questo adempie perfettamente i canoni tipici del mediterraneo caldo-arido, in cui le piogge sembrano essere piuttosto esigue durante la stagione estiva. Le temperature rilevate segnano mediamente dai 19,6 °C dell’area costiera, ai 15,4 °C delle zone di alta collina.

Peculiarità, abbinamenti e profilo

Il vino Cerasuolo di Vittoria sembra avere tutte quelle caratteristiche comuni al posto in cui nasce che è soggetto alle calde temperature influenzate anche e soprattutto dai territori africani che gli conferiscono un sapore fortemente riconoscibile e fruttato.

Alcuni degli abbinamenti più azzeccati riguardano sicuramente il connubio di questo vino con diversi piatti della cucina mediterranea in cui gustosi primi a base di carne o verdure o perché no pregiate carni rosse e bianche fanno da cornice ad un vino unico nel suo genere.

Cenni storici

È a partire dalla fondazione della città di Siracusa (733-734 a.C.) nella Sicilia orientale che la pratica della vitivinicoltura mette le sue prime radici. Prima tappa significativa fu l’insediamento per mano dei siracusani nel 598 a. C. di Kamarina, attuale città di Ragusa nonché territorio in cui si produce tutt’oggi il noto Cerasuolo di Vittoria.

Molte tracce relative alle attività commerciali strettamente collegate al vino sono state rinvenute in questi territori sotto forma di monete caratterizzate da riproduzioni di anfore destinate al trasporto di vino. È inoltre proprio nelle profondità del mare retrostante il territorio di Kamarina che vennero ritrovate alcune anfore da vino caratterizzate  da iscrizioni relative alla provenienza del vino stesso, posti come Taormina e Mesopotamio.

Inoltre, se inizialmente il vino prodotto era destinato al commercio in zone poco distanti dal luogo di produzione come la città di Modica, in un secondo momento, via mare, e in particolar modo per mezzo di navi trapanesi, il vino raggiunse perfino Malta.

Già a partire dal Cinquecento l’antico scalo commerciale di Scoglitti sarebbe divenuto di lì a poco un fondamentale nucleo di commercio destinato all’esportazione di vini rossi, famosi per la loro capacità di mantenersi durante il loro trasporto.

Tuttavia solamente dopo la fondazione della città di Vittoria nel 1606 riusciamo a far risalire la nascita del vino Cerasuolo di Vittoria. La storia vuole che la stessa Vittoria Colonna Henriquez, fondatrice della città, distribuì ai primi 75 coloni degli appezzamenti di terreno con unica condizione quella adibire a vigneto uno di questi.

La viticoltura pertanto nel corso dei secoli ha mantenuto una funzione relativa alla coltura davvero significativa per il territorio, che ha fatto sì che si arrivasse alla produzione di vino dei nostri giorni.

Il Consorzio di tutela Cerasuolo di Vittoria DOCG e Vittoria DOC

Il 2005 è un anno fondamentale per il Cerasuolo di Vittoria poiché sancisce l’effettivo passaggio dei vini “Cerasuolo di Vittoria” da DOC a DOCG identificati a DOCG tramite decreto del ministero del 13 settembre 2005.

Questi titoli sono presenti nel registro delle designazioni delle indicazioni geografiche protette e di origini protette dei vini di cui all’articolo 104 del Regolamento (UE) n. 1308/2013. Fanno parte de Il Consorzio quasi l’85% dei produttori appartenenti alle province di Caltanissetta, Catania e Ragusa.

La qualità dei prodotti è così costantemente garantita da un sistema che tutela e promuove questa fondamentale risorsa enologica, fiore all’occhiello della Sicilia.

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